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Bagnoli

Bagnoli...il sogno della mia vita

"Vivo a Napoli, il posto piu' bello del mondo, e la nuova Bagnoli è il sogno di tutta la mia vita. Ho sempre sperato di vedere l'area di Coroglio restituita alla sua vocazione turistica."
Negli anni trenta, in effetti, Bagnoli era gia' stata individuata come polo focale dei Campi Flegrei e meta ambita della villeggiatura d'élite dei napoletani, poi, nel dopoguerra, le ciminiere fumanti e maleodoranti dell'Ilva, della Cementir e della Montecatini, li allontanarono."
Bagnoli la amo, ostinatamente e disperatamente, anche se ho assistito, nel corso degli anni, al suo progressivo deterioramento urbanistico e sociale e dico che in questo momento il problema è gravissimo. Se i napoletani non cambiano mentalita', ogni progetto è destinato a naufragare. L'Italsider era da smantellare da 30 anni, ma sull'acciaieria si
è speculato a lungo, e mentre i partiti si dividevano, come adesso, tra guelfi e ghibellini, i napoletani non hanno fatto sentire la loro voce.
In altre parole a Bagnoli, a Napoli, nei Campi Flegrei, il senso, il concetto di "comunita'" di "proprieta' comune", o di "patrimonio collettivo" che dir si voglia, non esiste. O meglio, esiste, anzi resiste, nella coscienza di uno sparuto manipolo di volenterosi che vorrebbero cambiare le cose, che finche' sono giovani lottano pure, poi mollano perche' si rendono conto che la lotta è impari e che tra l'altro agli eroi, ai martiri non vengono dedicati neanche i monumenti o le lapidi alla memoria.
Il nuovo progetto per Bagnoli è il sogno della mia vita e porterebbe vantaggi a tutta l'economia della zona ma, qualunque progetto, per efficace che sia, non potra' mai essere realizzato in una situazione in cui la collettivita' non partecipi e non lo faccia suo. Io spero, mi auguro che in questo momento la massa dei napoletani abbia questo input positivo, questa coscienza di capire che le cose vanno fatte insieme, che le cose pubbliche appartengono a tutti.
Edoardo Bennato

Nisida
No, no, no, niente voli speciali
e neanche traversate intercontinentali
per arrivarci basta solo la Cumana
Nisida così vicina, così lontana
Venite tutti a NISIDA ya ya ya ya Nisida
ya ya ya NISIDA è un'isola, e nessuno lo sa!..

E cosi' ora Nisida è un' isola, ma nessuno lo sa, e quando arriva l'estate si è facile esca di allettanti e ben confezionati dépliant di agenzie turistiche che offrono viaggi transoceanici verso isole esotiche , e si finisce appunto per cercare lontano, sempre piu' lontano, quello che avevamo cosi' a portata di mano, il nostro paradiso perduto. E per anni il mostro Italsider, mascherato da industria metallurgica, ha inutilmente ed implacabilmente vomitato fumo e veleni sulla costiera di Coroglio e noi tutti iscritti, volenti o nolenti, all'universita' dello spreco e dello scempio; abbiamo continuato imperterriti ad elaborare le ultime e disperate teorie sul leggendario, cinico e secolare sfruttamento del Nord cattivone nei confronti del povero Sud, ed a confezionare ad arte comodi alibi all'indolenza ed al vittimismo cosi' profondamente radicati nella coscienza, anzi "incoscienza" popolare, frutto, è vero, di secoli di tirannie e dominazioni straniere, e tali da costituire, l'unico vero nostro male e disgrazia...

Tutti alla carica per scoprire qual è?
Il nesso logico tra Nisida e me?...
...Ve lo dico io qual'è il nesso logico. E' che per anni quand'ero piccolo venivo con mio padre a Nisida in barca a caccia di polipi, ma poi il fumo e lo scarico di quello stabilimento siderurgico, che tra l'altro è in passivo cronico, è andato tutto a rotoli, e se si penso mi viene una rabbia!....
Non è un problema ecologico, per carità
Nisida è un classico esempio di stupidità